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Il vino Boca D.o.c.


Riconosciuto D.O.C.
(Denominazione di Origine Controllata)
con decreto del Presidente
della Repubblica in data 5 settembre 1969.

Vedi Disciplinare.
 


 

Scheda del vino:

Zona di produzione BOCA doc: territorii dei comuni di Boca, Cavallirio, Maggiora, Prato Sesia e Grignasco.

Invecchiamento: non puo' essere messo in commercio se non dopo invecchiamento di almeno tre anni di cui due in botte di rovere o castagno.

Composizione: si puo' produrre solo dalle uve provenienti dai seguenti vitigni ed in proporzione cosi' stabilita:

Nebbiolo (Spanna) 45-70%
Vespolina 20-40%
Bonarda max 20%

Resa: la resa massima di uva e' di q.li 90 per ettaro, ma la resa effettiva viene fissata di anno in anno a cura dell'Ispettorato dell'Agricoltura, tenendo conto dell'andamento stagionale.

Caratteristiche: il Boca e' un vino rosso adatto a grande invecchiamento. Ha un colore rosso granato che con l'eta' assume riflessi colore mattone, sapore asciutto con fondo amarognolo e tenore alcoolico medio di 12 gradi. Il profumo ricorda la viola mammola. Servire alla temperatura di 20° C. E' un buon vino da pasto e, se bene invecchiato, si accompagna anche ad arrosti di carne bianca. La quantita' prodotta e' assai limitata e cio' rende il Boca ancora piu' prezioso.
Alcuni tra gli altri piu' famosi vini doc piemontesi sono: Barbera, Bramaterra, Dolcetto, Fara, Gavi, Grignolino, Nebbiolo, Roero.

Superficie e produzione del Boca : 

Anni Superficie Ha Produz. in q.li
2001 8.46.92 237,61
2002 9.43.92 147,00

 

Vitigni Boca Piemonte Italia
Ettari Aziende Ettari Aziende Ettari Aziende
DOC-DOCG 12,86 4 39.399,85 17.352 233.522,43 108.711
Altri 5,69 17 13.185,50 28.524 442.057,12 694.894
Totale 18,55 19 52.585,35 40.165 675.579,55 770.206

 

Zona di produzione COLLINE NOVARESI

 

Dal 2005 Boca fa parte dell'Associazione "Citta' del vino".

Dal 2006 Boca fa parte dell' "Enoteca Regionale di Gattinara e delle terre del Nebbiolo del nord Piemonte" 


 

ANEDDOTO: a Boca il vino dei Papi

Da LA STAMPA 30 Maggio 1974

Pio X

Anche al Papa Pio X piacque il vino di Boca. Nei primi giorni di Settembre dell'anno 1900 l'allora Patriarca di Venezia, Cardinale Giuseppe Sarto, accompagnato dal Vescovo di Novara, Monsignore Eduardo Pulciano, con il suo segretario Don Maurizio Fossati, venuto in carrozza a visitare il Santuario di Boca, si fermo' al ritorno nella casa parrocchiale dove il giovane Parroco Don Michele Merlino, contento degli elogi del Cardinale che si era stupito di trovare un' opera cosi' grandiosa in zona tanto povera, sturo' per gli ospiti alcune bottiglie di ottimo vino che teneva per le grandi occasioni. Monsignor Pulciano, dopo il primo assaggio, disse soddisfatto: " Eminenza, questo e' veramente vino da Cardinali ", ma venne subito la risposta del Patriarca: " Eccellenza, mi perdoni, ma io non sono del suo parere, questo non e' vino da Cardinali, ma vino da Papi ". La sua frase scherzosa fu profetica perche' il 4 Agosto 1903 egli fu nominato Papa, con il nome di Pio X. Monsignore Pulciano, trasferito a Genova, mori' giovanissimo e il suo segretario Don Fossati, divenuto Arcivescovo di Torino, nelle sue visite al Santuario di Boca raccontava spesso e volentieri l' aneddoto.

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"Per comprendere ed apprezzare il vino, è consigliabile studiare l’ambiente che lo produce”. Questo detto antico si rivela particolarmente saggio a proposito del vino di Boca. Se consideriamo la posizione delle colline di Boca coltivate a vigneto, ci rendiamo subito conto che esse costituiscono una sorta di anfiteatro che corona a nord il paese, composto da una fitta successione di dorsali minori che scendono gradualmente dalla costiera Croce del Teso - Pelosa verso sud, offrendo così le loro pendici alla migliore esposizione ai raggi del sole anche nella stagione invernale. L’area è parte della formazione geologica nota come “Complesso dei porfidi quarziferi del Biellese”, che predomina sulle Alpi meridionali delle sponde del Sesia, ed è composta di rocce effusive acide intensamente alterate durante le fasi interglaciali. In particolare, il deposito alluvionale che costituisce le nostre colline è la parte terminale della conoide formata daldetrito abbandonato dai ghiacciai del Monte Rosa, lungo il Toce ed il Sesia, durante il ritiro nei rispettivi bacini. I suoli alluvionali, profondamente alterati, sono sovrapposti a sabbie, ghiaie e argille della più antica deposizione marina e tale situazione, che ancora oggi favorisce il determinarsi di frane e smottamenti, ha motivato fin dall’antichità il metodo dell’impianto dei vigneti su gradoni orizzontali, paralleli alle curve di livello, ben spesso sostenuti da bassi muri a secco in pietra per contenere i movimenti del terreno. Questo metodo antichissimo, la cui origine si perde nella notte dei tempi e che presenta un carattere tipicamente mediterraneo anche se qui si tratta dei vigneti più elevati in quota del novarese, ha composto il paesaggio collinare addolcendone le asperità e disegnandone l’aspetto come una successione di morbide pendici che dolcemente avvolgono i rilievi coronati dai piccoli alti casotti per gli attrezzi. Il naturale anfiteatro di colline è divenuto così un “paesaggio culturale”, testimone della secolare opera dell’uomo; il terreno poco fertile, ma vocato alla coltivazione della vite, si è quasi trasformato in un ampio giardino percorso da stradine e viottoli che adducono ai vigneti, talvolta circoscritti da siepi e dai muretti in pietra viola. E va pure osservato che il sistema a gradoni disposti a “girapoggio”, oltre ad essere un tratto tipicamente mediterraneo che ha connotato i nostri vigneti e tutto il paesaggio collinare, è, anche nella sostanza, alla luce dei più moderni criteri di impianto, il più razionale in quanto trattiene le acque meteoriche disciplinandone il ruscellamento a valle e quindi assicura l’indispensabile provvista d’acqua alle viti, mantiene l’integrità del suolo e dei sali indispensabili al nutrimento ed alla vigoria delle piante ed evita l’erosione ed il dilavamento dei suoli. Per questo i nostri vecchi si sono sottoposti a incredibili fatiche creando gradoni (anche con l’impiego della dinamite nei siti più elevati) e sostenendoli con muretti formati dai tipici sassi squadrati rosso-violacei che ricavavano della roccia locale frantumata a mano. Ecco dunque il terreno tipico sul quale si coltivano i vitigni del Boca (nebbiolo, vespolina e bonarda novarese): terreno roccioso, sassoso, ghiaioso non argilloso; terreno sciolto e drenato che presenta un elevato grado di acidità (Ph 4.7). In questa situazione pedologica non stupisce che il vino di Boca sia del tutto particolare. E’ un vino tannico, ricco di sali, dal colore rubino tendente al granato brillante. E’ un vino che va necessariamente lasciato invecchiare perché acquisti morbidezza e sprigioni tutte le sue virtù. E allora, se avremo vinificato bene (sposando tradizione e modernità), avremo un vino veramente nobile. Sentiremo un bouquet etereo, fine, con profumi delicati ed ampi che richiamano le spezie dolci e la frutta matura. Caldo e secco al palato, questo vino corposo è piacevolmente acido ed evidenzia la presenza di tannini tendenti al dolce, che invitano a bere lasciando la bocca pulita. E sentiremo l’impareggiabile retrogusto: il sapore di melograno sposato a quello del rosmarino e ben spesso una tenue venatura di pietra focaia, che ci ricorda la fatica con cui le sottilissime e lunghissime radici delle viti penetrano nel profondo delle rocce insinuandosi nelle loro fenditure. Allora saremo convinti che il Boca è un vino unico.


Ricette al vino di Boca


TAPULONE ALLA BOCHESE

INGREDIENTI: per 6 persone.
Un bicchiere abbondante di vino rosso Boca D.O.C invecchiato,1 cipolla tritata finemente, Kg 1,2 di carne di asino o di puledro macinata finemente, 3 spicchi d’aglio schiacciati, 3 foglie di alloro,4cucchiai di olio d’oliva , 40 grammi di lardo macinato, pepe, noce moscata, sale.
Nell’olio e lardo si fa soffriggere la cipolla e l’aglio pestato. Quando il tutto è ben rosolato si mette la carne macinata sgranandola con una paletta di legno. Lasciare che si asciughi l’acqua della carne, poi aggiungere un buon bicchiere di Boca invecchiato, sale, pepe e noce moscata. Cuocere per un quarto d’ora a fuoco lento e tutto è pronto.
Attenzione che non rimanga troppo asciutto, altrimenti aggiungere un pochino di brodo.
Come contorno si sposa bene una bella polenta o dei funghi porcini trifolati.




SCALOPPE DI BUE ALLA BOCALINA

INGREDIENTI : Fesa di bue a fette di circa 100 grammi, farina di frumento, olio, burro, cipolle, vino rosso BOCA D.O.C, sale.
Da una fesa di bue tagliate delle fette di circa 100 grammi ciascuna. Appiattirle col batticarne mantenendole di una forma discreta. In seguito dopo averle infarinate per bene, si fanno rosolare in padella di ferro con poco olio e burro.
Si collocano in padella quando l’olio e il burro sono fumanti, dopo alcuni minuti, quando hanno preso colore dorato, si tolgono e si sistemano in un recipiente che deve reggere poi al forno con bordo alto.
Si cospargono quindi abbondantemente di cipolle crude tritate finemente, si salano in giusta misura e infine si copre il tutto con vino rosso Boca DOC, si mette il recipiente a cuocere in pieno fuoco.
E quando tende a bollire lo si copre con un coperchio e si passa subito in forno. Deve cuocere lentamente per circa due ore a fuoco moderato. Ogni tanto è di prammatica dare uno sguardo, schiacciarle leggermente ed innaffiarle col proprio sugo per evitare che si secchino.
Come contorno possono accompagnarsi: gnochetti, tagliolini freschi, risotto, purè di patate.



CINGHIALE AL VINO ROSSO DI BOCA

INGREDIENTI : per 10 persone
Un cosciotto di cinghiale, aceto di vino, carote, cipolle, scalogna, sedano bianco, aglio, prezzemolo, alloro, vino rosso BOCA DOC, burro, un ettogrammo di prosciutto crudo, farina di frumento, sale, timo, chiodi di garofano, cannella, zenzero, finocchietto, coriandoli, noce moscata, pepe bianco.
Si prende un cosciotto di cinghiale , se possibile catturato a Boca attorno al parco del Fenera, che ha un particolare sapore, per la razza e per l’alimentazione fatta nel territorio ricco di castagne e ghiande, si prepara ben pulito, spellato per la cottura lavato abbondantemente con aceto di vino.
Si prepara una marinata composta da carote, cipolle, scalogno, bianco di sedano, spicchi di aglio schiacciato, prezzemolo tritato, timo, alloro, sale, abbondante vino rosso BOCA D.O.C, (che dovrà poi coprire interamente il cosciotto), prosciutto crudo. In un mortaio si schiaccia un misto così composto: chiodi di garofano, cannella, zenzero, finocchietto, coriandoli, noce moscata, pepe bianco.
Un poco di pastone composto di farina di frumento e acqua.
PREPARAZIONE:
Disossare il cosciotto, batterlo bene internamente con un mazzuolo di legno, lavarlo con aceto abbondante per togliere l’odore di selvatico, metterlo in una terrina e coprirlo con la marinata più sopra descritta. Lasciarlo in marinata per tre o quattro giorni rivoltandolo qualche volta.
Per la cottura. Sgocciolare il cosciotto, legarlo con uno spago per alimenti, ricoprirlo con un fine strato del miscuglio preparato nel mortaio. Ungere di burro una pignatta di terracotta, mettervi il cosciotto, cospargendolo leggermente di sale, ricoprirlo con le fette di prosciutto crudo, versarvi la marinata passata al passino fine.
Procedere fino a un quarto di cottura a fuoco lento, irrorando con vino rosso Boca D.O.C. Mettere alla pignatta il coperchio, sigillandolo con il pastone preparato con la farina e l’acqua per evitare l’evaporazione, passare nel forno a calore moderato senza mai rimuovere. Servire caldo


LOMBATA DI SUINO AL VINO DI BOCA

Per 6 persone
INGREDIENTI: Kg 1 di lombata di suino (lonza), alcuni spicchi d’aglio, sale, pepe, vino rosso Boca D.O.C
PREPARAZIONE: si prende la carne e dopo averla pulita dal grasso si praticano dei fori con un coltello appuntito per introdurvi all’interno gli spicchi di aglio, il sale ed il pepe a piacere. Si lega con uno spago per alimenti per tenerla ben unita, la si depone in una pentola piuttosto alta coprendola interamente di vino rosso BOCA D.O.C. Si fa cuocere a fuoco moderato per circa mezz’ora. Si serve affettata, calda, insaporendola con il vino rimasto in pentola. Si accompagna bene con patate lesse o in purè.



DODICI SUGGERIMENTI, IN TEMA DI VINO.


1. Sempre un posto di prestigio, alla tua tavola, per il tuo vino. Grande dignità gli spetta; le portate saranno alla sua corte d'onore.
2. Nel tuo girovagare, cerca i vini dei luoghi che incontri, sensazioni di inaspettato interesse ti attendono e nuove amicizie con vini che non conoscevi.
3. Le bottiglie dei tuoi vini conservale sempre coricate. Il vino si conserverà molto, ma molto meglio, il tappo resterà umido e non incorrerai così nella sgradita sorpresa del sapore di tappo che talvolta delle muffe comunicano al tappo stesso, asciutto, nella bottiglia in piedi.
4. Se sai che una vecchia bottiglia ha del fondo, raddrizzala un paio di giorni prima di servirla, poi versa molto lentamente, senza scuoterla, potrai ancora utilizzarla quasi completamente.
5. Se hai del vino non in bottiglia, ma in recipienti più grandi, fai ogni attenzione al che il recipiente sia sempre ben colmo. Quando lo prenderai per berlo travasalo immediatamente in altri recipienti più piccoli, bottiglie, fiaschi o bottiglioni ad esempio, naturalmente colmi al giusto livello.
6. Quando bevi il tuo vino, non umiliarti ad inghiottirlo, ma sorseggialo, degustalo, apprezzalo e fallo apprezzare. E’ gran cosa il buon vino.
7. Prima di berli prepara i vini. Al momento di portarli in tavola, sia giusta la temperatura. Gli spumanti freddi, i bianchi freschi, i rossi a temperatura ambiente.
8. Non pretendere dai tuoi vini genuini una limpidezza esasperata. Li avviliresti al livello di una soluzione otticamente perfetta. Ma il vino è qualcosa in più di un qualcosa che deve essere solo limpidissimo.
9. Accosta sapientemente i cibi ai tuoi vini: crostacei e pesci per i bianchi, minestre e carni leggere per i rosati e i rossi da pasto, carni d’impegno e selvaggina per i rossi vecchi.
10. Ad ogni vino la sua età migliore per valorizzarlo: l’età dei bianchi in mesi, l’età dei rossi da pasto in anni, l’età dei grandi rossi in lustri.
11. Non concedere attenzione allo scandalismo che talvolta vuol sporcare il mondo dei vini.
Molto spesso non è che superficialità di giudizio e incompetenza tecnica di chi scrive. Il vino è per sua essenza nobile e disdegna di queste contaminazioni.
12. Se guardi troppo attentamente il prezzo non potrai mai gustare un buon vino. I soldi spesi in vino sono i meglio spesi per una serata di sicura allegria con i tuoi famigliari ed amici. Non c’è festa senza vino.

 


IL VIN DI BOCA
Testo della canzone ufficiale della Festa dell’uva
che si celebrava in paese, negli anni 30.



I
Il vino è un portentoso
dolcissimo liquor
che dona la salute
e rasserena i cuor…..

Bevete tutti quanti,
al pari di Noè.
perché di più fragrante
in terra non ce n’è!

(ritornello)
Il vin di Boca
rallegra i cuor,
è saporito,
ha un bel color!


Un sol bicchiere
può consolar
e più bicchieri
fan cantar.

Evviva l’uva, evviva il vin
e quel di Boca ch’è divin!
Evviva l’uva, evviva il vin
e quel di Boca ch’è divin!


II
Campare può cent’anni,
cent’anni e forse più,
chi beve il vin di Boca
non s’ammala più!

Gustate tutti quanti
il nostro buon liquor
che, insieme all’allegria,
risveglia pur l’amor!

Il vin di Boca ecc. (ritornello)

III
Venite, buona gente,
venite di lontan;
venite ad assaggiare
il vin di Montalban!

A casa più giocondi
potrete ritornar;
ma, state bene attenti,
vi può far traballar….

Il vin di Boca