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Scheda
del vino:
Zona di produzione BOCA doc:
territorii dei comuni di Boca, Cavallirio,
Maggiora, Prato Sesia e Grignasco.
Invecchiamento:
non puo' essere messo in commercio se non dopo
invecchiamento di almeno tre anni di cui due in
botte di rovere o castagno.
Composizione:
si puo' produrre solo dalle uve provenienti dai
seguenti vitigni ed in proporzione cosi'
stabilita:
Nebbiolo (Spanna) 45-70%
Vespolina 20-40%
Bonarda max 20%
Resa:
la resa massima di uva e' di q.li 90 per ettaro,
ma la resa effettiva viene fissata di anno in
anno a cura dell'Ispettorato dell'Agricoltura,
tenendo conto dell'andamento stagionale.
Caratteristiche:
il Boca e' un vino rosso adatto a grande
invecchiamento. Ha un colore rosso granato che
con l'eta' assume riflessi colore mattone, sapore
asciutto con fondo amarognolo e tenore alcoolico
medio di 12 gradi. Il profumo ricorda la viola
mammola. Servire alla temperatura di 20° C. E'
un buon vino da pasto e, se bene invecchiato, si
accompagna anche ad arrosti di carne bianca. La
quantita' prodotta e' assai limitata e cio' rende
il Boca ancora piu' prezioso.
Alcuni tra gli altri piu' famosi vini doc
piemontesi sono: Barbera, Bramaterra, Dolcetto,
Fara, Gavi, Grignolino, Nebbiolo, Roero.
Superficie
e produzione del Boca :
| Anni |
Superficie
Ha |
Produz.
in q.li |
| 2001 |
8.46.92 |
237,61 |
| 2002 |
9.43.92 |
147,00 |
| Vitigni |
Boca |
Piemonte |
Italia |
| Ettari
| Aziende
| Ettari
| Aziende
| Ettari
| Aziende
|
| DOC-DOCG |
12,86 |
4 |
39.399,85 |
17.352 |
233.522,43 |
108.711 |
| Altri |
5,69 |
17 |
13.185,50 |
28.524 |
442.057,12 |
694.894 |
| Totale |
18,55 |
19 |
52.585,35 |
40.165 |
675.579,55 |
770.206 |
Zona
di produzione COLLINE NOVARESI

Dal 2005 Boca fa
parte dell'Associazione "Citta' del vino". 
Dal 2006 Boca fa
parte dell' "Enoteca Regionale di Gattinara e delle
terre del Nebbiolo del nord Piemonte" 

ANEDDOTO:
a Boca il vino dei Papi
Da LA
STAMPA 30 Maggio 1974
Pio X |
Anche
al Papa Pio X piacque il vino di Boca. Nei
primi giorni di Settembre dell'anno 1900 l'allora
Patriarca di Venezia, Cardinale Giuseppe Sarto,
accompagnato dal Vescovo di Novara, Monsignore
Eduardo Pulciano, con il suo segretario Don
Maurizio Fossati, venuto in carrozza a visitare
il Santuario di Boca, si fermo' al ritorno nella
casa parrocchiale dove il giovane Parroco Don
Michele Merlino, contento degli elogi del
Cardinale che si era stupito di trovare un' opera
cosi' grandiosa in zona tanto povera, sturo' per
gli ospiti alcune bottiglie di ottimo vino che
teneva per le grandi occasioni. Monsignor Pulciano, dopo il primo assaggio, disse
soddisfatto: " Eminenza, questo e' veramente
vino da Cardinali ", ma venne subito la
risposta del Patriarca: " Eccellenza, mi
perdoni, ma io non sono del suo parere, questo
non e' vino da Cardinali, ma vino da Papi ".
La sua frase scherzosa fu profetica perche' il 4
Agosto 1903 egli fu nominato Papa, con il nome di
Pio X. Monsignore Pulciano, trasferito a Genova,
mori' giovanissimo e il suo segretario Don
Fossati, divenuto Arcivescovo di Torino, nelle
sue visite al Santuario di Boca raccontava spesso
e volentieri l' aneddoto.
|
--
o --
"Per comprendere ed apprezzare il vino, è
consigliabile studiare lambiente che lo
produce. Questo detto antico si rivela
particolarmente saggio a proposito del vino di
Boca. Se consideriamo la posizione delle colline
di Boca coltivate a vigneto, ci rendiamo subito
conto che esse costituiscono una sorta di
anfiteatro che corona a nord il paese, composto
da una fitta successione di dorsali minori che
scendono gradualmente dalla costiera Croce del
Teso - Pelosa verso sud, offrendo così le loro
pendici alla migliore esposizione ai raggi del
sole anche nella stagione invernale. Larea
è parte della formazione geologica nota come
Complesso dei porfidi quarziferi del
Biellese, che predomina sulle Alpi
meridionali delle sponde del Sesia, ed è
composta di rocce effusive acide intensamente
alterate durante le fasi interglaciali. In
particolare, il deposito alluvionale che
costituisce le nostre colline è la parte
terminale della conoide formata daldetrito
abbandonato dai ghiacciai del Monte Rosa, lungo
il Toce ed il Sesia, durante il ritiro nei
rispettivi bacini. I suoli alluvionali,
profondamente alterati, sono sovrapposti a
sabbie, ghiaie e argille della più antica
deposizione marina e tale situazione, che ancora
oggi favorisce il determinarsi di frane e
smottamenti, ha motivato fin dallantichità
il metodo dellimpianto dei vigneti su
gradoni orizzontali, paralleli alle curve di
livello, ben spesso sostenuti da bassi muri a
secco in pietra per contenere i movimenti del
terreno. Questo metodo antichissimo, la cui
origine si perde nella notte dei tempi e che
presenta un carattere tipicamente mediterraneo
anche se qui si tratta dei vigneti più elevati
in quota del novarese, ha composto il paesaggio
collinare addolcendone le asperità e
disegnandone laspetto come una successione
di morbide pendici che dolcemente avvolgono i
rilievi coronati dai piccoli alti casotti per gli
attrezzi. Il naturale anfiteatro di colline è
divenuto così un paesaggio
culturale, testimone della secolare opera
delluomo; il terreno poco fertile, ma
vocato alla coltivazione della vite, si è quasi
trasformato in un ampio giardino percorso da
stradine e viottoli che adducono ai vigneti,
talvolta circoscritti da siepi e dai muretti in
pietra viola. E va pure osservato che il sistema
a gradoni disposti a girapoggio,
oltre ad essere un tratto tipicamente
mediterraneo che ha connotato i nostri vigneti e
tutto il paesaggio collinare, è, anche nella
sostanza, alla luce dei più moderni criteri di
impianto, il più razionale in quanto trattiene
le acque meteoriche disciplinandone il
ruscellamento a valle e quindi assicura
lindispensabile provvista dacqua alle
viti, mantiene lintegrità del suolo e dei
sali indispensabili al nutrimento ed alla vigoria
delle piante ed evita lerosione ed il
dilavamento dei suoli. Per questo i nostri vecchi
si sono sottoposti a incredibili fatiche creando
gradoni (anche con limpiego della dinamite
nei siti più elevati) e sostenendoli con muretti
formati dai tipici sassi squadrati rosso-violacei
che ricavavano della roccia locale frantumata a
mano. Ecco dunque il terreno tipico sul quale si
coltivano i vitigni del Boca (nebbiolo, vespolina
e bonarda novarese): terreno roccioso, sassoso,
ghiaioso non argilloso; terreno sciolto e drenato
che presenta un elevato grado di acidità (Ph
4.7). In questa situazione pedologica non
stupisce che il vino di Boca sia del tutto
particolare. E un vino tannico, ricco di
sali, dal colore rubino tendente al granato
brillante. E un vino che va necessariamente
lasciato invecchiare perché acquisti morbidezza
e sprigioni tutte le sue virtù. E allora, se
avremo vinificato bene (sposando tradizione e
modernità), avremo un vino veramente nobile.
Sentiremo un bouquet etereo, fine, con profumi
delicati ed ampi che richiamano le spezie dolci e
la frutta matura. Caldo e secco al palato, questo
vino corposo è piacevolmente acido ed evidenzia
la presenza di tannini tendenti al dolce, che
invitano a bere lasciando la bocca pulita. E
sentiremo limpareggiabile retrogusto: il
sapore di melograno sposato a quello del
rosmarino e ben spesso una tenue venatura di
pietra focaia, che ci ricorda la fatica con cui
le sottilissime e lunghissime radici delle viti
penetrano nel profondo delle rocce insinuandosi
nelle loro fenditure. Allora saremo convinti che
il Boca è un vino unico.
TAPULONE ALLA BOCHESE
INGREDIENTI: per 6 persone.
Un bicchiere abbondante di vino rosso Boca D.O.C
invecchiato,1 cipolla tritata finemente, Kg 1,2
di carne di asino o di puledro macinata
finemente, 3 spicchi daglio schiacciati, 3
foglie di alloro,4cucchiai di olio doliva ,
40 grammi di lardo macinato, pepe, noce moscata,
sale.
Nellolio e lardo si fa soffriggere la
cipolla e laglio pestato. Quando il tutto
è ben rosolato si mette la carne macinata
sgranandola con una paletta di legno. Lasciare
che si asciughi lacqua della carne, poi
aggiungere un buon bicchiere di Boca invecchiato,
sale, pepe e noce moscata. Cuocere per un quarto
dora a fuoco lento e tutto è pronto.
Attenzione che non rimanga troppo asciutto,
altrimenti aggiungere un pochino di brodo.
Come contorno si sposa bene una bella polenta o
dei funghi porcini trifolati.
SCALOPPE DI BUE ALLA BOCALINA
INGREDIENTI : Fesa di bue a fette di circa 100
grammi, farina di frumento, olio, burro, cipolle,
vino rosso BOCA D.O.C, sale.
Da una fesa di bue tagliate delle fette di circa
100 grammi ciascuna. Appiattirle col batticarne
mantenendole di una forma discreta. In seguito
dopo averle infarinate per bene, si fanno
rosolare in padella di ferro con poco olio e
burro.
Si collocano in padella quando lolio e il
burro sono fumanti, dopo alcuni minuti, quando
hanno preso colore dorato, si tolgono e si
sistemano in un recipiente che deve reggere poi
al forno con bordo alto.
Si cospargono quindi abbondantemente di cipolle
crude tritate finemente, si salano in giusta
misura e infine si copre il tutto con vino rosso
Boca DOC, si mette il recipiente a cuocere in
pieno fuoco.
E quando tende a bollire lo si copre con un
coperchio e si passa subito in forno. Deve
cuocere lentamente per circa due ore a fuoco
moderato. Ogni tanto è di prammatica dare uno
sguardo, schiacciarle leggermente ed innaffiarle
col proprio sugo per evitare che si secchino.
Come contorno possono accompagnarsi: gnochetti,
tagliolini freschi, risotto, purè di patate.
CINGHIALE AL VINO ROSSO DI BOCA
INGREDIENTI : per 10 persone
Un cosciotto di cinghiale, aceto di vino, carote,
cipolle, scalogna, sedano bianco, aglio,
prezzemolo, alloro, vino rosso BOCA DOC, burro,
un ettogrammo di prosciutto crudo, farina di
frumento, sale, timo, chiodi di garofano,
cannella, zenzero, finocchietto, coriandoli, noce
moscata, pepe bianco.
Si prende un cosciotto di cinghiale , se
possibile catturato a Boca attorno al parco del
Fenera, che ha un particolare sapore, per la
razza e per lalimentazione fatta nel
territorio ricco di castagne e ghiande, si
prepara ben pulito, spellato per la cottura
lavato abbondantemente con aceto di vino.
Si prepara una marinata composta da carote,
cipolle, scalogno, bianco di sedano, spicchi di
aglio schiacciato, prezzemolo tritato, timo,
alloro, sale, abbondante vino rosso BOCA D.O.C,
(che dovrà poi coprire interamente il
cosciotto), prosciutto crudo. In un mortaio si
schiaccia un misto così composto: chiodi di
garofano, cannella, zenzero, finocchietto,
coriandoli, noce moscata, pepe bianco.
Un poco di pastone composto di farina di frumento
e acqua.
PREPARAZIONE:
Disossare il cosciotto, batterlo bene
internamente con un mazzuolo di legno, lavarlo
con aceto abbondante per togliere lodore di
selvatico, metterlo in una terrina e coprirlo con
la marinata più sopra descritta. Lasciarlo in
marinata per tre o quattro giorni rivoltandolo
qualche volta.
Per la cottura. Sgocciolare il cosciotto, legarlo
con uno spago per alimenti, ricoprirlo con un
fine strato del miscuglio preparato nel mortaio.
Ungere di burro una pignatta di terracotta,
mettervi il cosciotto, cospargendolo leggermente
di sale, ricoprirlo con le fette di prosciutto
crudo, versarvi la marinata passata al passino
fine.
Procedere fino a un quarto di cottura a fuoco
lento, irrorando con vino rosso Boca D.O.C.
Mettere alla pignatta il coperchio, sigillandolo
con il pastone preparato con la farina e
lacqua per evitare levaporazione,
passare nel forno a calore moderato senza mai
rimuovere. Servire caldo
LOMBATA DI SUINO AL VINO DI BOCA
Per 6 persone
INGREDIENTI: Kg 1 di lombata di suino (lonza),
alcuni spicchi daglio, sale, pepe, vino
rosso Boca D.O.C
PREPARAZIONE: si prende la carne e dopo averla
pulita dal grasso si praticano dei fori con un
coltello appuntito per introdurvi
allinterno gli spicchi di aglio, il sale ed
il pepe a piacere. Si lega con uno spago per
alimenti per tenerla ben unita, la si depone in
una pentola piuttosto alta coprendola interamente
di vino rosso BOCA D.O.C. Si fa cuocere a fuoco
moderato per circa mezzora. Si serve
affettata, calda, insaporendola con il vino
rimasto in pentola. Si accompagna bene con patate
lesse o in purè.
| DODICI
SUGGERIMENTI, IN TEMA DI VINO. |
|
1.
Sempre un posto di prestigio, alla tua
tavola, per il tuo vino. Grande dignità
gli spetta; le portate saranno alla sua
corte d'onore.
2. Nel tuo girovagare,
cerca i vini dei luoghi che incontri,
sensazioni di inaspettato interesse ti
attendono e nuove amicizie con vini che
non conoscevi.
3. Le bottiglie dei tuoi
vini conservale sempre coricate. Il vino
si conserverà molto, ma molto meglio, il
tappo resterà umido e non incorrerai
così nella sgradita sorpresa del sapore
di tappo che talvolta delle muffe
comunicano al tappo stesso, asciutto,
nella bottiglia in piedi.
4. Se sai che una
vecchia bottiglia ha del fondo,
raddrizzala un paio di giorni prima di
servirla, poi versa molto lentamente,
senza scuoterla, potrai ancora
utilizzarla quasi completamente.
5. Se hai del vino non
in bottiglia, ma in recipienti più
grandi, fai ogni attenzione al che il
recipiente sia sempre ben colmo. Quando
lo prenderai per berlo travasalo
immediatamente in altri recipienti più
piccoli, bottiglie, fiaschi o bottiglioni
ad esempio, naturalmente colmi al giusto
livello.
6. Quando bevi il tuo
vino, non umiliarti ad inghiottirlo, ma
sorseggialo, degustalo, apprezzalo e
fallo apprezzare. E gran cosa il
buon vino.
7. Prima di berli
prepara i vini. Al momento di portarli in
tavola, sia giusta la temperatura. Gli
spumanti freddi, i bianchi freschi, i
rossi a temperatura ambiente.
8. Non pretendere dai
tuoi vini genuini una limpidezza
esasperata. Li avviliresti al livello di
una soluzione otticamente perfetta. Ma il
vino è qualcosa in più di un qualcosa
che deve essere solo limpidissimo.
9. Accosta sapientemente
i cibi ai tuoi vini: crostacei e pesci
per i bianchi, minestre e carni leggere
per i rosati e i rossi da pasto, carni
dimpegno e selvaggina per i rossi
vecchi.
10. Ad ogni vino la sua
età migliore per valorizzarlo:
letà dei bianchi in mesi,
letà dei rossi da pasto in anni,
letà dei grandi rossi in lustri.
11. Non concedere
attenzione allo scandalismo che talvolta
vuol sporcare il mondo dei vini.
Molto spesso non è che superficialità
di giudizio e incompetenza tecnica di chi
scrive. Il vino è per sua essenza nobile
e disdegna di queste contaminazioni.
12. Se guardi troppo
attentamente il prezzo non potrai mai
gustare un buon vino. I soldi spesi in
vino sono i meglio spesi per una serata
di sicura allegria con i tuoi famigliari
ed amici. Non cè festa senza vino.
|
 |
IL VIN DI
BOCA
Testo della
canzone ufficiale della Festa delluva
che si celebrava in paese, negli anni 30.
I
Il vino è un portentoso
dolcissimo liquor
che dona la salute
e rasserena i cuor
..
Bevete tutti quanti,
al pari di Noè.
perché di più fragrante
in terra non ce nè!
(ritornello)
Il vin di Boca
rallegra i cuor,
è saporito,
ha un bel color!
Un sol bicchiere
può consolar
e più bicchieri
fan cantar.
Evviva luva, evviva il vin
e quel di Boca chè divin!
Evviva luva, evviva il vin
e quel di Boca chè divin!
II
Campare può centanni,
centanni e forse più,
chi beve il vin di Boca
non sammala più!
Gustate tutti quanti
il nostro buon liquor
che, insieme allallegria,
risveglia pur lamor!
Il vin di Boca ecc. (ritornello)
III
Venite, buona gente,
venite di lontan;
venite ad assaggiare
il vin di Montalban!
A casa più giocondi
potrete ritornar;
ma, state bene attenti,
vi può far traballar
.
Il vin di Boca |